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Il Festival Insoliti nasce nel 2002 dalla volontà della direttrice artistica Monica Secco di relazionarsi ad altre realtà del territorio, allora sconosciute. A partire dalla seconda edizione, in seguito alla notevole risonanza ottenuta il primo anno, la rassegna viene finanziata dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino.

L'idea della relazione tra artisti e coreografi ha aperto nuove possibilità di confronto, crescita artistica e scambio.
Per due anni (2003 e 2004) si è riusciti ad organizzare un festival gemello a Lione, "Insolite", che coinvolgeva anche nuovi coreografi francesi e dell'area del mediterraneo.

La rassegna veniva presentata presso il teatro Les Echappées Belles, sede della compagnia Hallet Eghayan, nel mese di ottobre, prima, quindi, dell'edizione italiana che da sempre si svolge a dicembre presso la Cavallerizza Reale di Torino.

Lo spirito dinamico ed intraprendente del Festival Insoliti ha portato la direzione artistica a ricercare nuovi contatti e partners, per soddisfare il bisogno di uscire dai confini regionali e nazionali ed, allo stesso tempo, ad ospitare coreografi innovativi nel campo della danza contemporanea. Tra i partners avuti in passato, "Dansem" - Festival di danza contemporanea di Marsiglia, "Garage Istanbul", "Dock11" di Berlino.

Nel 2008 il Festival entra nel progetto dell'E.T.I. (Ente Teatrale Italiano) "Spazi per la Danza Contemporanea", il quale coinvolgeva tre regioni e riceveva finanziamenti dal ministero. Purtroppo questa collaborazione è venuta meno con l'edizione 2010, in quanto l'ente è stato soppresso a causa degli ingenti tagli alla Cultura in Italia.

Con il succedersi delle edizioni non soltanto il Festival si è arricchito, anche il pubblico è cresciuto numericamente e nella consapevolezza, dimostrando quanto “Insoliti” abbia contribuito alla formazione di un pubblico della danza.

A partire dall'edizione del 2009 oltre alla rassegna ospitata presso la Cavallerizza Reale, ha preso vita un percorso danzato per le vie del centro cittadino, un Itinerario Urbano, che ha portato la danza contemporanea nelle strade, coinvolgendo i passanti.